9 settembre 2017


In data 14 giugno 2017, hanno relazionato le seguenti associazioni: CARP Novara Onlus ( Fabio Tomei), Pro Natura di Novara (Anna Denes), Comitato DNT di Carpignano Sesia( Marcello Marafante), Italia Nostra di Novara (Giulio Bedoni), Comitato di Ghemme (Sabrina Marrano), Comitato di S. Pietro Mosezzo (Donatella Zelandi).

Alla presente iniziativa hanno aderito, non potendo essere presenti: l' Associazione La Torre- Mattarella

( Roberto Leggero) e il Comitato di Pernate( Claudio Ferro)

Al termine della conferenza stampa, le suddette associazioni hanno concordato il seguente comunicato stampa:

Le Associazioni e i Comitati presenti alla conferenza stampa del 14.06 esprimono forti perplessita sul progetto di un polo logistico di 200.000 m2 ad Agognate, alle porte di Novara.
Le perplessità riguardano molti aspetti di questo progetto preliminare:

1) la cementificazione di 200.000 m2 di terreno agricolo, con tutte le conseguenze    negative sull' ambiente;
2) la mancanza di un piano di riqualificazione complessivo di tutta la zona nord di    Novara, a partire da Agognate, ma allargandoci ad est verso Pernate e S. Agabio,    e ad ovest verso S. Pietro Mosezzo. Quest' ultimo intervento dovrebbe ovviamente    essere concordato con l' Amministrazione di S. Pietro;    Il suddetto piano di riqualificazione dovrebbe tenere conto del " Contratto di fiume",    relativo all' Agogna, della riutilizzazione delle aree ex- industriali di S. Agabio e    della sicurezza idrogeologica di Pernate;

3) la mancanza di chiarezza sui proponenti del polo logistico di Agognate e su chi siano i reali investitori;
4) nel merito del progetto, non è chiaro quali siano le necessità logistiche che richiedono    un secondo polo logistico oltre al C.I.M. di Pernate, e quali dovrebbero essere    i rapporti tra i due poli logistici;
5) il progetto non specifica quanti e quali nuovi posti di lavoro verranno creati dal polo    logistico di Agognate, e quindi ci chiediamo quale possa essere l' interesse    pubblico per giustificare questa cementificazione. Non crediamo assolutamente    che l' interesse pubblico sia costituito dalla corresponsione da parte del proponente    al Comune di Novara del 50 % del plusvalore del terreno in oggetto, pari a 1.350.000 €;

6) in spregio alla Convenzione di Aarhus (1998) sulla trasparenza degli atti pubblici,     poi diventata Legge dello Stato Italiano n.108 del 16.03.2001, il Comune di     Novara torna a negare, come già fece nel 2014, l' obbligo di organizzare un    incontro pubblico per spiegare ai cittadini novaresi il progetto del nuovo polo     logistico di Agognate.

IN  CONCLUSIONE: ci troviamo di fronte all' ennesima riproposizione, miniaturizzata, della cementificazione dell' area agricola di Agognate, che nel 2014 era di 1.000.000 m2 ed ora viene ridotta a 200.000 m2, salvo allargarsi in seguito. Invitiamo pertanto i consiglieri comunali di Novara a riflettere seriamente sui suddetti aspetti critici prima di approvare la delibera di variante del Piano Regolatore di Novara, preliminare alla realizzazione del polo logistico di Agognate.


PRO NATURA NOVARA  aggiunge: 

A completamento dell'esposizione dei fatti, aggiungiamo che forte è stata la delusione per la mancanza di un'idea di sviluppo urbano sostenibilie e integrante le diverse funzioni.  L'area di Agognate sulla quale il progetto si inserisce, ripetiamo, è area molto compromessa, e l' intervento sulla stessa dovrebbe inserirsi in un progetto di riqualificazione complessivo di quadrante, a medio - lungo periodo, che tenga in considerazione i riferimenti: PRIORITA' RIUSO (e NO a consumo ulteriore suolo). Nell'area in questione infatti: c'è da definire lo stato e la possibilità di riuso dei capannoni da anni non più utilizzati, lungo la strada per la Valsesia nei pressi di Agognate, così come pensare al riuso di strutture simili nella zona del limitrofo comune di S.Pietro Mosezzo; c'è da definire stato e possibilità demolizione edifici , ormai "ruderi", sempre sulla stessa strada; ci sono da sistemare gli edifici nel borgo stesso di Agognate (che ha un valore storico e paesaggistico); c'è da completare il corridoio ecologico – percorso pedonale ciclabile lungo il torrente Agogna, dal tratto in città fino ad Agognate, prevedendo opportune piantumazioni ove possibile, nell'ottica di "riesumare" un progetto esistente e chiuso nei cassetti da anni, parte della costituzione - necessaria - di una Green belt attorno alla città.qualificazione – integrazione spazi" .

 

In questa modo si individuerebbero aree già cementificate da riusare, si bloccherebbe l'ulteriore cementificazione, si riqualificherebbe un intero quadrante cittadino creando integrazioni tra passato, presente e futuro, e tra diverse fruizioni sia economiche che sociali; sarebbe il risultato di un progetto; pensiamo quindi, con amarezza, che sia occasione perduta non coinvolgere pubblico e privati in un "grande progetto di riuso – riqualificazione – integrazione spazi". Per altro si creerebbero ben più dei  200 posti di lavoro ipotizzati per il polo logistico, e in diversi settori e qualificazioni.


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